
Proponiamo un’iniziativa unica per favorire l’inserimento lavorativo di giovani nello spettro autistico, con particolare attenzione a coloro che possiedono competenze digitali e STEM. Attraverso formazione mirata e affiancamento specialistico.
La Fondazione Cervelli Ribelli ETS sta collaborando con importanti aziende del settore ICT per offrire opportunità concrete in ambiti come programmazione e cybersecurity, teniamo conto però anche di persone con passione per la tecnologia più in generale. Il progetto, già avviato con successo, mira a diventare un modello replicabile che unisce inclusione sociale e innovazione tecnologica.
A chi ci rivolgiamo
I nostri interlocutori ideali sono giovani neurodivergenti tra 18 e i 29 anni, con particolari attitudini, interessi e competenze per la tecnologia, l’informatica e il digitale. Dovranno avere i requisiti per usufruire della legge 104/92 e della legge 68/99 per diagnosi di disturbi dello spettro autistico. Ci rivolgiamo a questi ragazzi e ragazze autistici perché spesso restano invisibili. Hanno una mente straordinaria, adatta a gestire l’evoluzione digitale, ma sono spesso sottovalutati perché non seguono le convenzioni sociali o generazionali. Questi giovani, spesso bullizzati o ignorati, nascondono un talento unico che vogliamo valorizzare.
LE FASI DEL PERCORSO
Le fasi del percorso
- Primo contattoIl nostro team clinico stabilisce il contatto con chi ci ha scritto e cerca di capire al meglio potenzialità, aspirazioni ed esigenze.
- Selezione dei talentiAttraverso test e colloqui, identifichiamo le competenze specifiche dei candidati nello spettro autistico.
- Formazione e affiancamentoPermettiamo l’accesso a percorsi formativi personalizzati e supporto continuo grazie ai nostri professionisti.
- Inserimento in aziendaI candidati vengono introdotti in aziende partner per uno stage (6 mesi), con possibilità di assunzione.
- Monitoraggio costanteContinuiamo a seguire i ragazzi e le aziende anche quando hanno già completato il percorso con successo e sono stati assunti.
Perchè
- Sta funzionando
Lavoriamo da due anni a un modello inclusivo che combina la dignità lavorativa dei neurodivergenti con l’innovazione aziendale. Non cerchiamo visibilità: il nostro obiettivo è creare una procedura efficace e replicabile per garantire un futuro migliore a questi giovani talenti. Grazie alla collaborazione con grandi aziende del settore informatico e delle telecomunicazioni, stiamo costruendo un sistema che funziona. I risultati della fase sperimentale ci spingono a sistematizzare questa esperienza e renderla scalabile. - Non siamo un’agenzia
Non lavoriamo come tramite tra domanda e offerta, ci sforziamo piuttosto per creare dei modelli replicabili di buone prassi. Il nostro obiettivo in questa particolare iniziativa è progettare e sperimentare una struttura che contribuisca a sostenere con strumenti clinici e abilitativi il percorso di immissione e accompagnamento in azienda di persone autistiche con spiccata potenzialità a lavorare nel mondo dell’informatica. Ci interessa scoprire se le capacità di sistematizzare della mente autistica possano essere declinate con strumenti concreti di inclusione lavorativa, emancipazione e autonomia. - È una “sfida ribelle”
Ci piacerebbe dare possibilità di esprimersi a persone con mente autistica, ci appassiona il concetto di “‘iper-sistematizzazione”, esplorato da Simon Baron Cohen nel suo libro “I geni della creatività”. Nella visione dello scienziato britannico è una capacità che si manifesta, in modo particolarmente evidente, nelle persone con autismo. Consiste nell’essere estremamente abili nel riconoscere, creare e manipolare sistemi, come quelli informatici. Questa capacità può spiegare perché molte persone con autismo eccellono in campi come l’informatica e la matematica, che richiedono un alto grado di sistematizzazione.
LA STORIA
Storia
Dal 2014 lavoriamo come “Cervelli Ribelli” per trasformare questa visione in realtà: Questa sfida nasce con il progetto Cyber Rebel, iniziato il 2 aprile 2023 e realizzato insieme a Kirey Group. abbiamo formato i primi due ragazzi nel settore della cybersecurity. Entrambi sono stati assunti a settembre 2024.
Nella direzione di progettare un possibile percorso di inclusione lavorativa di persone autistiche in aziende la Fondazione Cervelli Ribelli ha firmato a maggio 2023 un accordo di collaborazione con ASSTEL Assotelecomunicazioni A febbraio 2024 è iniziata una campagna di comunicazione con Radio24. Il nostro progetto “Cervelli Ribelli At Work” inizia a propagarsi grazie alla partnership con Asstel. La Direttrice Generale Laura Di Raimondo propone il progetto alle aziende associate, portando nuove opportunità di inserimento.
Grazie ad Asstel a tutt’oggi collaboriamo con importanti imprese della Filiera delle Telecomunicazioni, alcune già concretamente impegnate a offrire, tramite questo progetto, una reale opportunità lavorativa a ragazze e ragazzi. Un impegno comune di cui stiamo già vedendo i primi risultati concreti.
SINTESI GRAFICA DEL PROTOCOLLO A CUI STIAMO LAVORANDO
AUTISMO E LAVORO COSTRUIRE OPPORTUNITA’, VALORIZZARE TALENTI
Per molte persone nello spettro autistico, il lavoro rappresenta molto più di un’occupazione: è un passo fondamentale verso l’autonomia, l’identità adulta e il sentirsi parte della società. La ricerca scientifica lo conferma: avere un impiego significativo contribuisce ad aumentare l’autostima, migliorare il benessere psicologico e favorire una maggiore indipendenza (Schall et al., 2020; Hedley et al., 2021).
Eppure, ancora oggi, troppe persone autistiche restano escluse dal mondo del lavoro. Non per mancanza di capacità, ma per barriere culturali e organizzative che rendono difficile l’incontro tra talenti e opportunità.
Perché quei talenti esistono.
Attenzione al dettaglio, precisione, pensiero logico, capacità di concentrazione: caratteristiche che sempre più aziende stanno imparando a riconoscere come risorse preziose, soprattutto in contesti complessi e innovativi (Kirchner & Dziobek, 2014).
Il progetto: un ponte tra persone e aziende
Da queste evidenze nasce il nostro progetto: creare un collegamento reale e concreto tra persone nello spettro autistico e aziende pronte a mettersi in gioco.
Non si tratta solo di “inserire” una persona in un lavoro, ma di costruire un percorso condiviso, in cui entrambe le parti possano crescere.
Il progetto prevede:
- Percorsi su misura, costruiti intorno alle capacità e agli interessi della persona;
- Aziende coinvolte e formate, per comprendere e valorizzare la neurodiversità;
- Inserimenti lavorativi supportati, con figure dedicate che accompagnano il percorso;
- Un monitoraggio continuo, per garantire benessere, stabilità e sviluppo nel tempo.
Questo approccio, noto come supported employment, è tra i più efficaci nel favorire occupazione stabile e soddisfazione personale (Wehman et al., 2016).
Un cambiamento possibile
Crediamo in un modello in cui il lavoro non sia solo inclusione, ma riconoscimento del valore.
Un modello in cui:
- le persone possano esprimere il proprio potenziale;
- le aziende possano scoprire nuove risorse;
- la famiglia del lavoratore possono affidarsi e pensare che ci sarà un futuro.
Perché quando si crea il giusto incontro tra persona e ambiente, non cambia solo una vita: cambia il modo in cui pensiamo il lavoro.

